Sai che potresti respirare ogni giorno un gas radioattivo senza saperlo?
Si chiama radon ed è un nemico silenzioso, invisibile, inodore e insapore, che può minacciare seriamente la nostra salute.

In questo articolo scoprirai cos’è il radon, perché è così pericoloso, quali rischi comporta per la salute, cosa prevede la normativa italiana per case e luoghi di lavoro e quali soluzioni esistono per monitorarlo e ridurne la concentrazione, proteggendo così persone e ambienti.

Che cosa è il Radon e perché è pericoloso?

Il radon (222-Rn) è un gas radioattivo naturale, inodore, incolore e insapore, prodotto dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e nelle rocce. Può fuoriuscire dal terreno e infiltrarsi negli edifici attraverso fessure, giunti strutturali, canalizzazioni e altre discontinuità, accumulandosi negli ambienti chiusi, soprattutto in locali sotterranei, seminterrati e piani bassi con scarsa ventilazione.

L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia circa il 10% delle abitazioni superi i livelli di riferimento indicati dalla normativa. Questo rende il monitoraggio del radon un passo fondamentale sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro.

Quali sono i rischi per la salute umana?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il radon è la seconda causa di cancro ai polmoni, dopo il fumo di sigaretta. Quando viene inalato, il radon rilascia particelle radioattive nei polmoni, causando danni alle cellule e aumentando significativamente il rischio di tumori. L’esposizione prolungata al radon può avere effetti dannosi anche a basse concentrazioni, rendendolo una minaccia per chi trascorre molto tempo in ambienti chiusi senza adeguata ventilazione.

Quando inalato, il radon rilascia particelle alfa che danneggiano il DNA delle cellule polmonari, aumentando il rischio di tumore. In Italia, secondo l’ISS, il radon è responsabile di circa 1.000‑5.500 casi di tumore polmonare ogni anno.

Il rischio è maggiore per:

  • chi trascorre molte ore in ambienti chiusi con alti livelli di radon;

  • i fumatori, che hanno un rischio combinato molto più elevato;

  • chi vive o lavora in aree ad alta emissione di radon per caratteristiche geologiche.

Per questo motivo, il monitoraggio regolare è indispensabile per ridurre i rischi e salvaguardare la salute.

Normative sul Radon e Obblighi per le Aziende

Per ridurre i rischi legati all’esposizione al radon, l’Italia ha recepito la Direttiva 2013/59/Euratom con il D.Lgs. 101/2020.

Cosa prevede la normativa?

  • Limite per edifici esistenti e luoghi di lavoro: 300 Bq/m³ come concentrazione media annua.

  • Nuovo limite per le nuove costruzioni: dal 1° gennaio 2025, scende a 200 Bq/m³ per edifici residenziali e luoghi di lavoro realizzati dopo il 31 dicembre 2024.

  • Obbligo di monitoraggio annuale: nei luoghi di lavoro sotterranei, seminterrati o al piano terra in aree prioritarie individuate dalle Regioni.

  • Interventi correttivi: se i livelli superano i 300 Bq/m³, il datore di lavoro deve adottare misure di mitigazione entro 2 anni, seguite da una nuova misurazione.

  • Valutazione della dose efficace: se le concentrazioni restano elevate, è necessario il coinvolgimento di un Esperto di Radioprotezione, che calcoli la dose assorbita dai lavoratori e definisca ulteriori azioni.

Il datore di lavoro ha inoltre l’obbligo di:

  • informare i lavoratori sui rischi legati all’esposizione al radon;

  • integrare il rischio da esposizione al radon all’interno del Documento di valutazione dei rischi (DVR);
  • affidarsi a Esperti di Radioprotezione per garantire la conformità normativa.

Monitoraggio del Radon

Il monitoraggio del radon è il primo passo per garantire un ambiente sicuro. Questo processo prevede l’uso di dispositivi di rilevamento specifici, che misurano la concentrazione di radon nell’aria e indicano se sono necessari interventi correttivi. I metodi di monitoraggio includono

  • test a breve con strumenti attivi
  • test a lungo termine con rivelatori passivi, per verificare le fluttuazioni dei livelli di radon in diverse stagioni.

Per ridurre le concentrazioni di radon, è possibile:

  • migliorare la ventilazione degli ambienti,
  • sigillare le crepe nei pavimenti e nelle pareti,
  • installare sistemi di aspirazione per impedire l’ingresso del gas.

Collaborare con un esperto di radioprotezione garantisce un monitoraggio accurato e l’adozione di soluzioni efficaci per abbattere i livelli di concentrazione del gas radon (222-Rn).

Affidati ai nostri Esperti di Radioprotezione

Il radon è un nemico invisibile che può avere gravi conseguenze per la salute. Monitorare e ridurre i livelli di concentrazione di radon è fondamentale per prevenire i rischi e garantire un ambiente sano in casa e al lavoro. Per le aziende, affidarsi a esperti e rispettare le normative sul radon significa proteggere il benessere dei lavoratori e garantire la conformità normativa. 

Insieme ai nostri partner Navtec, forniamo un servizio completo:

  • Eseguiamo misurazioni della concentrazione di gas radon nei luoghi di lavoro sotterranei, per verificare la concentrazione media annua rispetto ai livelli di azione previsti dalle norme vigenti.

  • Eseguiamo la valutazione della dose cui è esposto ogni lavoratore, calcolata sulla base della concentrazione di radon e delle ore di esposizione annuale.

  • Forniamo all’esercente dei luoghi di lavoro sotterraneo il contributo tecnico necessario per pianificare le eventuali azioni di mitigazione, in conformità alle norme vigenti.

Per le aziende, affidarsi ai nostri esperti significa proteggere il benessere dei lavoratori, garantire la conformità normativa e assicurare il corretto aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

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