WHISTLEBLOWING

Le Società che hanno impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, o che adottano i modelli di organizzazione e gestione previsti dal D.lgs 8 giugno 2001, n. 231 (anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di lavoratori subordinati prima indicata) hanno l’obbligo di istituire un canale di segnalazione interno entro il 17 dicembre 2023, come previsto dal D.lgs 10 marzo 2023, n. 24, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15-3-2023.

Le segnalazioni possono riguardare ad esempio, illeciti amministrativi, contabili, civili o penali o condotte rilevanti in base al D.lgs 231/2001. L’esatta definizione di “violazioni” può trovarla all’art. 2, comma 1, lett. A del D.lgs 10 marzo 2023, n. 24.

Il canale di segnalazione deve garantire la riservatezza assoluta del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto della segnalazione stessa (anche mediante il ricorso alla crittografia).

Le segnalazioni, che possono essere effettuate, ad esempio da dipendenti e fornitori della Società, possono essere eseguite in forma scritta, anche con modalità informatiche, in forma orale, per telefono o attraverso sistemi di messaggistica vocale, oppure infine mediante un incontro diretto.

Come richiesto dal Decreto le informazioni sulle modalità per effettuare il whistleblowing devono essere pubblicate nel sito internet in modo chiaro, visibile e accessibile.  Con le stesse modalità e garanzie di riservatezza è inoltre prevista la possibilità di effettuare la segnalazione su di un canale esterno attivato presso l’ANAC in caso di assenza o inefficacia dei canali di segnalazione interna, di timore di ritorsione o pericolo per l’interesse pubblico.

Le segnalazioni possono essere conservate solo per il tempo necessario alla loro definizione e comunque per non più di cinque anni a decorrere dalla data di comunicazione dell’esito finale.

Le Linee guida 311 /2023 che l’ANAC ha emanato lo scorso luglio, oltre che incentrarsi sulla presentazione e gestione delle segnalazioni, in esito alla previsione dell’art. 10 del D.lgs 24/2023, forniscono indicazioni sull’intera materia del whistleblowing.

Ovviamente, ogni trattamento dei dati personali, compresa la comunicazione tra le autorità competenti, dovrà essere effettuato a norma del Regolamento (UE) 2016/679. Pertanto, è molto importante leggere con attenzione il Decreto e quindi mettere in atto le indicazioni riportate. Per il rispetto del Regolamento (UE) n. 2016/679 sarà quindi necessario aggiornare la documentazione precedentemente redatta.

Le nuove norme dovranno essere attuate in maniera effettiva, onde evitare l’applicazione del rigoroso sistema di sanzioni previsto dalla nuova normativa, irrogata da Anac, che variano da 10mila a 50mila euro se non vengono istituiti canali di segnalazione, se non sono adottate procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, e in caso di condotte ritorsive; senza dimenticare le multe applicabili per le violazioni del Regolamento (UE) n. 2016/679.